Elezioni 2018
Elezioni 2018

E' stato pubblicato sulla G.U. n.302 del 29/12/2017, il decreto del Presidente della Repubblica in data 28/12/2017 con cui, per la data del 4 marzo 2018, sono state indette le elezioni politiche per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Nella giornata del prossimo 4 marzo 2018 si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano: Camera dei deputati e Senato della Repubblica.

SI POTRA' VOTARE NELLA SOLA GIORNATA DI DOMENICA 4 MARZO DALLE ORE 7:00 ALLE ORE 23:00.
Per il Senato della Repubblica potranno votare solo gli elettori che alla data del voto avranno compiuto il 25° anno di età.

Per informazioni dettagliate sulla tornata elettorale è possibile consultare il sito del Ministero dell'Interno al seguente indirizzo http://elezioni.interno.it/
Poggio Rusco
Via Garibaldi, 11
Telefono: 038651001
Email: anagrafe@comune.poggiorusco.mn.it

Paragrafi
 
 IL NUOVO SISTEMA ELETTORALE

In queste elezioni politiche gli elettori saranno chiamati ad esprimersi con le modalità previste dal nuovo sistema elettorale, approvato con la Legge n. 165 del 3 novembre 201 (denominato Rosatellum). Le norme approvate dal Parlamento prevedono l’elezione dei membri di Camera e Senato per due terzi (il 64% dei seggi) con un metodo proporzionale e collegi plurinominali e per un altro terzo (il 36% dei seggi) attraverso un metodo maggioritario e collegi uninominali.
Per quanto riguarda la Camera dei deputati è prevista l’elezione di 232 onorevoli in collegi uninominali con sistema maggioritario, di 386 deputati in piccoli collegi plurinominali con sistema proporzionale e di altri 12 nella circoscrizione Estero, sempre con ripartizione proporzionale dei seggi.
Per il Senato della Repubblica, invece, è prevista l’elezione di 109 senatori in collegi uninominali maggioritari, 200 in collegi plurinominali proporzionali e altri 6 nella circoscrizione Estero, anche qui con metodo proporzionale.
Nei collegi uninominali, quelli in cui vale il metodo maggioritario, viene eletto in Parlamento il candidato che ottiene un solo voto in più degli altri. Nei collegi plurinominali i seggi vengono attribuiti proporzionalmente ai voti ottenuti.
 
 COLLEGI ELETTORALI

La nuova normativa prevede una distribuzione diversa dei collegi rispetto alle precedenti elezioni Politiche e in particolare rispetto al Mattarellum (il sistema di voto in vigore nel 1994, 1996 e 2011 che prevedeva l’elezione del 75% dei parlamentari con metodo maggioritario).
Per quanto riguarda la Camera (escludendo i 12 deputati da eleggere all’Estero) le circoscrizioni sono 28.
Al Senato invece (senza considerare i 6 senatori da eleggere all’Estero) le circoscrizioni sono 20, una per ogni regione.
 
 PLURICANDIDATURE

Con il Rosatellum sono previste pluricandidature (candidature multiple). I candidati alla carica di deputato o senatore possono presentarsi in un solo collegio uninominale maggioritario e in più collegi plurinominali dove vale la regola del proporzionale (in questo caso fino a 5 collegi) e possono presentarsi sia in un collegio maggioritario che in un uno o più collegi proporzionali (sempre con il limite di 5). Se il candidato riesce a farsi eleggere sia in un collegio uninominale che in uno o più collegi plurinominali andrà ad occupare il seggio del sistema maggioritario. Se vince invece in diversi collegi della parte proporzionale otterrà il seggio corrispondente al collegio in cui la sua lista ha ottenuto la percentuale di consensi più bassa.
 
 LISTINI BLOCCATI

La nuova legge elettorale prevede per la parte proporzionale liste bloccate. Ciò significa che gli elettori non possono esprimere una preferenza: vicino al simbolo trovano un breve elenco di candidati, da 2 a 4, che vengono eventualmente eletti nell’ordine.
 
 QUOTE ROSA

Sono previste anche quote rosa, le quote di genere. Nei collegi uninominali a livello nazionale nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60% (e quindi non inferiore al 40%). Anche nel complesso delle liste dei collegi plurinominali presentate a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato nella posizione di capolista in misura superiore al 60%. Nella successione interna delle liste nella parte proporzionale, i candidati devono essere collocati secondo un ordine alternato uomo-donna o donna-uomo.
Quindi nei collegi plurinominali con due seggi da assegnare, i candidati del listino dovranno essere un uomo e una donna; con tre seggi, due uomini e una donna o due donne e un uomo; con quattro seggi, fino a tre uomini e una donna (o naturalmente l'inverso). E così via.
 
 SOGLIA DI SBARRAMENTO

Il Rosatellum prevede anche le coalizioni. Quindi favorisce alleanze tra più formazioni politiche. Diversi partiti, diverse liste, all’interno di un collegio uninominale possono aggregarsi per sostenere un unico candidato. Anche in caso di coalizione nella parte maggioritaria le forze politiche competono singolarmente nella parte proporzionale. È poi vietato il voto disgiunto, gli elettori non possono scegliere uno dei candidati nel collegio uninominale e poi votare per una lista a lui non collegata nella parte proporzionale.
La soglia di sbarramento nazionale per le liste, sia alla Camera che al Senato, è fissata al 3% su scala nazionale, nel proporzionale. C’è poi una soglia di sbarramento al 10% per le coalizioni, e in questo caso almeno una lista deve aver superato il 3%. Un caso diverso è quello delle minoranza linguistiche, per le quali è prevista una soglia al 20% nella regione di riferimento.
 
 SCHEDA ELETTORALE

Con il nuovo sistema si vota con un’unica scheda elettorale per la Camera e un’unica scheda per il Senato. Per quanto riguarda il collegio uninominale maggioritario, sotto il nome e il cognome di ogni candidato alla carica di deputato o di senatore vengono indicate le liste a lui collegate. Su ognuna delle due schede l’elettore indica la sua preferenza sia per la parte proporzionale che per quella maggioritaria. 
I simboli delle liste collegate al candidato nel collegio uninominale (maggioritario) sono indicate sotto il suo nome e cognome. Vicino ad ogni simbolo sono indicati invece i nomi e i cognomi dei candidati nella piccola lista bloccata nel collegio plurinominale (proporzionale). I nomi del listino non possono essere meno di 2 e più di 4. Essendo l’elenco bloccato i candidati vengono eventualmente eletti nell’ordine.

Immagini
  • Scheda elettorale facsimile
 
 TAGLIANDO ANTIFRODE

Ogni scheda è dotata di un apposito tagliando antifrode: tale tagliando è rimovibile ed è costituito da un codice progressivo alfanumerico generato in serie. È una delle principali novità di questa votazione. Il tagliando, che viene rimosso e conservato negli uffici elettorali prima dell’inserimento della scheda nell’urna, è un metodo per evitare il voto di scambio. Quando l’elettore riceve la scheda gli scrutatori devono segnare quel codice univoco. Quando poi, dopo aver votato nella cabina, l’elettore riconsegna la scheda agli scrutatori, questi devono controllare che il numero segnato e quello del tagliando siano uguali. In questo modo si impedisce lo scambio di schede già segnate. Prima di inserire la scheda nell’urna, infine, gli scrutatori rimuovono il tagliando antifrode per rendere la scheda anonima e non tracciabile.
 
 COME SI VOTA

L’elettore può esprimere il proprio voto in due modi:
  1. tracciando un segno sul simbolo della lista (in questo modo la preferenza si trasferisce anche al candidato nel collegio uninominale sostenuto dalla lista votata);
  2. tracciando un segno sul nome del candidato nel collegio uninominale. In questo secondo caso il voto si trasferisce anche alla lista se il candidato è sostenuto da una sola lista. Se invece il candidato è sostenuto da una coalizione il voto viene distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai risultati in quella circoscrizione. In questo caso si parla di voto disperso.
Ovviamente il voto è valido anche se l’elettore decide di tracciare due segni, uno sul nome del candidato e una sulla lista o una delle liste a suo sostegno.
Si tratta di voto nullo quando l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nome del candidato nel collegio uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista il cui candidato non è collegato. Non è possibile quindi il voto disgiunto
 

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